L’highline e la paura

How to deal with fear in highlining

La paura viaggia sempre assieme ai pensieri

Quando parlo alle persone dell’highline, spesso non riescono ad immaginare che io abbia davvero paura dell’altezza. E quando dico loro che la paura dell’altezza è la ragione per cui ho iniziato, sgranano gli occhi e compare il punto interrogativo sopra la loro testa.

Come mindset coach nella mia vita professionale, insegno agli altri come affrontare le proprie paure e insicurezze e rafforzare la loro flessibilità psicologica. In altre parole, mi concentro nel far crescere la resilienza mentale degli individui affinché siano felici nella loro vita quotidiana e si sentano più resilienti ad affrontare le sfide (Covid-19, tipo?)

Il mindset (assetto mentale) è ciò che tu pensi di te stesso, e ha un grosso impatto su come vivi la tua vita, come ti relazioni alle sfide, agli ostacoli e al processo di apprendimento. Credo che gli sport in generale siano uno strumento per allenare la tua resilienza nella vita quotidiana.

Il mio viaggio nel mondo dell’highline iniziò con un pensiero potente: “Se non lo faccio ora, quando lo farò?”. Quella prima esperienza di highline fu terrificante ma da quel momento in poi penso sempre: “Se riesco a fare questo, posso fare qualsiasi cosa”. Questi due pensieri sono diventati più o meno il mio mantra quando mi trovo ad affrontare situazioni di paura.

Oggi ti porterò con me nel mio viaggio e condividerò con te ciò che mi ha aiutato ad accettare la paura dell’altezza.

Perché devi imparare ad accettare la paura

Ho scoperto che ci sono molti fattori che giocano un ruolo nel perché si prova paura sull’highline. Una cosa è chiara: la paura viaggia sempre insieme ai nostri pensieri. Se non avessi nessun pensiero, non ci sarebbe nessuna paura. Ha senso, giusto? Dato però che sull’highline proviamo delle paure primordiali, questo ha poco senso da una prospettiva razionale.

Madre natura però ci ha dato la capacità di apprendere, che è il motivo per cui siamo capaci di risolvere i problemi più complessi. E poiché siamo esseri umani complessi, è un’illusione pensare di essere in grado di liberarsi completamente dalla paura.

La paura è un normale riflesso del nostro cervello per la sopravvivenza, proprio come ogni altra creatura vivente su questo pianeta. Considerala come un meccanismo di allarme per un potenziale pericolo. La paura è parte essenziale della nostra biologia, e non potrà mai sparire completamente. Il famoso scalatore free solo Alex Honnold una volta ha detto: “Ho pensato molto alla paura. Per me la questione cruciale non è come scalare senza paura – questo è impossibile – ma come trattarla quando si insinua nelle tue terminazioni nervose”. Significa che devi imparare ad accettare la paura e imparare come avere a che fare con essa.

Mettiamo alcune cose in chiaro. C’è una differenza tra paura irrazionale e paura razionale. La paura razionale dovrebbe essere sempre presa seriamente. Ma quando si affrontano paure irrazionali, devi chiedere a te stesso se è utile concentrare tutta la tua energia in quella sensazione.

Non dovremmo mai dimenticare che la paura ha anche una funzione ed è normale che la sentiamo in quel modo. Non siamo stati progettati da madre natura per oltrepassare quel confine di roccia e alzarci in piedi, camminare e cadere sospesi per aria. Siamo capaci di farlo però perché siamo in grado di imparare.

Howto deal wit fear in highlining

Come ho preso il controllo della mia paura

Ci sono due parti che mi hanno aiutato a prendere il controllo della mia paura; la parte tecnica e la parte mentale.

La parte tecnica è stata imparare a conoscere il materiale che stavo usando. Dalla conoscenza di come funziona il materiale e come si usa in sicurezza ho imparato a controllare le linee montate da altri, montare linee per conto mio e valutarne i rischi. In questo modo posso definire quando il montaggio di una linea è abbastanza sicuro per i miei standard. Questo mi ha aiutato ad entrare in confidenza sia con i materiali che con le mie personali capacità di montaggio, ma anche con le capacità delle altre persone.

La parte mentale è stata scoprire quali pensieri mi generavano paura e quale tipo di segnali il corpo mi inviava. Il nostro corpo ci manda sempre dei segnali. Non bisogna mai ignorare questi segnali, sarebbe come provare a tenere un pallone sott’acqua. Ti consuma energia e finisci per restare deluso da te stesso o sentirti frustrato perché non è andata come speravi.

Zona di comfort, zona di stretch e zona di stress

Immagina due cerchi concentrici. Nel mezzo c’è la zona di comfort e attorno c’è la zona di stress. Nella comfort-zone ti senti al sicuro e in confidenza con ciò che stai facendo. Sei in grado di goderti la situazione, ma significa anche che non stai veramente apprendendo perché non ti stai sfidando a sufficienza. Poi c’è la zona di stress. Nella stress-zone sei in modalità sopravvivenza. Quando stai solo provando a sopravvivere, non puoi più imparare niente altro. Le risposte dell’istinto primordiale nella zona di stress sono quasi sempre: combatti o scappa (fight or flight), altrimenti ti immobilizzi per il terrore. È anche chiamato il “cervello rettiliano”. È facile immaginare che non si può avere alcuna capacità di apprendimento in questa situazione.

Per imparare qualcosa di nuovo, bisogna esplorare la “zona di allungamento”, la stretch-zone. Questa è la zona che inizia alla fine della zona di comfort e finisce prima della zona di stress. In questa zona di stretch, sarai in grado di imparare maggiormente poiché sei spronato a dare il meglio. Potresti sentirti un po’ in tensione, ma comunque sotto controllo. Sei focalizzato verso l’obiettivo. All’inizio la zona di stretch potrebbe sembrarti piccola, sia in termini di quanto controllo percepisci, sia per il tempo che sei in grado di spendere nella stretch-zone. Col tempo, la tua zona di stretch si allargherà. Percepirai la sensazione di controllo e concentrazione in una gamma più ampia di situazioni, e sarai in grado di spendere più tempo nella stretch zone prima di cedere. Qui è dove l’apprendimento e il progresso prendono forma.

Quando spingi te stesso regolarmente nella zona di stress, inizierai col tempo a percepire più pensieri e sentimenti negativi. Questo porta a sentire meno progresso, più pressione, più paura e meno divertimento.

Lo stress aiuta a stare all’erta e concentrato. Percepire un po’ di stress è totalmente normale e non deve essere confuso con la paura. Questo tipo di stress aiuta a raggiungere gli obiettivi nell’highline.

La potenza dei pensieri

Non è tanto importante se un pensiero sia vero o falso. Molto più importante è quando un pensiero sia utile. Non diventerai migliore nell’highline con pensieri che ti criticano, insultano, umiliano o accusano. Io non sono mai migliorata nell’highline combattendo contro i miei propri pensieri, e non ho nemmeno gioito nel farlo. I pensieri come “posso fare di più, posso fare meglio, sono più forte di così” non portano molto beneficio.

Smetti di lottare e inizia ad accettare. Accettare non significa arrendersi. Significa che accetti il fatto che stai pensando in quella maniera o sentendo in quella maniera. Non mandarlo via (come tenere il pallone sott’acqua) Non pensare niente, lascia solo che sia.

Si può avere questi sentimenti e pensieri, è normale che sia così. Respira soltanto e prenditi un momento per te stesso. Non appena imparerai ad accogliere semplicemente questi pensieri, essi inizieranno a perdere il loro potere.

Spero che questo articolo possa aiutare a capire un po’ meglio la tua mente senza voler risolvere “il problema”. Non importa quanto sia difficile, impara ad apprezzare il viaggio attraverso queste tappe, perché ciò ti darà davvero tanti strumenti per essere più resiliente nella tua vita quotidiana.

E spero che la prossima volta che non riesci a trovare la serenità, o percepisci pensieri o emozioni negativi e senti troppa pressione, ricorda: siediti solo sulla linea, respira e ammira la bellezza attorno a te.

Se ti è piaciuto ciò che hai letto o se vuoi farmi qualche domanda, puoi trovarmi su instagram: @ayaros:_ztluhcs. Sarò più che felice di parlare di questi problemi con chiunque!

Soraya Schultz - Mindset Coach

 

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